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ARTICOLI

CRISTIAN L'ADDESTRATORE DI CANI DA BECCACCE testo di UGO TORRICELLI
(articolo tratto dalla rivista DIANA n.11 del 19 Giugno 2012)

cristian1Alto,capelli biondi,occhi azzurri,robusto,espressione volitiva, sembra uscito da un film di Sergio leone o, se preferite, da un romanzo di Fedor Dostoevskjj, l'unica differenza è nel diverso abbigliamento.Parla della caccia e delle beccacce come un innamorato. E così anche dei suoi cani. E' anche un autentico cacciatore di volpi e non ti spieghi come possa accumunarle nella sua passione per la beccaccia. A suo modo è un personaggio come ce ne sono tanti, ma un pò meno di un tempo, nel nostro mondo della caccia. E' Cristian Brunelli, figlio d'arte. La conoscenza fu casuale. Un giorno morì il mio miglior setter: un vuoto che mi parve incolmabile ma la vita continua e il cane migliore si può sempre trovare anche se non è facile. Avevo sentito parlare di questo addestratore e lo incontrai nella riserva di suo padre dove ho una quota.Quella mattina aveva ucciso due volpi. Gli parlo del mio desiderio, lui gentile: " ti posso cedere un cane giovane, se vuoi andiamo a vederlo. Nei box qui vicino ho alcuni setter". Giunti al canile vedo setter festosi, puliti, di bell'aspetto. ne fa uscire uno bianco-nero, ottimo di tronco,buon appiombi, orecchio ben inserito,sufficiente la testa, si muove bene.E' il setter.Il quattrozampe si dimostrò senza complessi,esuberante, molto affabile anche con me allora sconosciuto.Lo tenni con un lungo guinzaglio e lo studiai. Sentì le pfucilate di una prova su selvatico abbattuto e tirò il guinzaglio per andare sul terreno, buon segno. La gara poi finì, i diversi concorrenti, presenterano solo pochi ausiliari abbastanza buoni, ma niente di entusiasmante. Cristian a prova finita, sciolse il cane che si esibì in una grande nota di cerca coprendo tutto il terreno utile, avido,nevrile, a testa alta sul vento in perfetto stile di razza, come si può definire: morbindo, felino. Un punto su starna con una ferma presa a distanza, uno spettacolo.Una guidata spontanea, risolse, non corretto al frullo. Quel giudice della Federcaccia ed Enci, che lo vide dopo aver valutato trenta quattro zampe, mi sussurrò cinque parole:" finalmente mi sono rischiarato gli occhi!". Non mi sbagliai e il mio dolore fu compensato da una gioia.Il setter in poche ore incredibilmente si abituò a me prodigo di carezze. il giorno dopo allenai altri cani e per paura di perderlo lo sciolsi con un bubbolo così sonoro da fare invidia al campanone del Duomo di Firenze. Partì come il giorno prima, bene al vento,entrò nel bosco, senza timore, fermò un fagiano che poi frullò con un fischio lo rimisi al pulito, un grande percorso, una ferma su starna come la sera avanti. lo feci vedere anche ad Alfiero Rovini,che di setter sene intende, "E' un gran cane, tienilo di conto" fu il suo scarno commento.Dissi poi a Cristian:"il cane va benissimo,un ottimo dressaggio."ma chi sei? Ho notizie che fai l'addestratore di cani da beccacce". cristian brunelli mi raccontò in breve la sua storia, realizzata con i suoi cani.Iniziò a seguire il padre, titolare di una riserva vicino a Firenze a volpi, starne, fagiani e beccacce, a sei anni già sparav qualche volta con un tronchino del 20, lesse i libri sull'argomento, si fece una cultura,abbinaldola alla pratica e incarnierò a otto anni la prima beccaccia. Così crescendo via via imparò le abitudini e la profonda conoscenza dei quattozampe da ferma e da volpe e il miglio metodo per educarli. Le abitudi della selvaggina, specialmente della misteriosa e imprevedibile beccaccia e la sua caccia. Così è diventato un addestratore con un comportamenteo dolce e paziente nel suo lavoro e tanti risultati. Si nota dalla gioia dei suoi soggetti quando lo vedono. Ha vinto un campionato nazionale di prove a beccaccia, emozionato no, anzi tranquillo come se avesse vinto un boero al liquore, per lui una cosa facile.Ottimo osservatore dei terreni e delle fatte per scoprire l'eventuale presenza di arciere. Secondo Cristian non ci sono delle teorie del tutto vere: su questo animalino, la beccaccia è imprevedibile, tempo, terreno,vegetazione, a volte in certi posti sembra di trovarla, invece niente, il motivo lo sa lei. " alcuni cani-affrma- non la cacciano volentieri e non l'abboccano per la sua particolare emanazione; bisogna celermente accorgersene. Con tanta fatica potranno divntare solo modesti beccacciai". Cristian li paragona ai calciatori"certi soggetti se son nati per fare i "difensori" o cani generici, non potranno mai essere ottimi "attacanti"", leggi specialisti da beccacce, mentre altri quattrozampe nati "attaccanti", sono particolarmente volti a questo scolopacide. Dotati di grande olfatto, intelligenza,passione, impareranno con l'intuito a sentire le buttate e le rimesse, poi diventeranno fermatori. il tutto significa ottimi beccacciai. Al bar o in armeria l'elenco di cani beccaccia è lungo ma sul terreno diminuisce". Cristian inizia i cuccioli con la quaglia ma non per molto, gli insegna il riporto, poi a starne sul vento in modo che si abituino a portare la testa alta. lui afferma che a testa alta sono avvantaggiati anche nel bosco. Poi a beccacce, tante beccace dove si trovano secondo l'annata. e' noto ai migliori addestratori, ma lui naturalmente lo ha ribadito: per tirare fuori le migliori qualità di un soggetto, occorre molto esercizio e naturalmente molta selvaggina di quella buona. il giochino degli animali lanciati fa un cane modesto con poche qualità. Questa è la difficoltà di tutti m lui la supera andando dove sente notizia di presenza di queste arciere. nel sud Italia, in bosnia, in Croazia, in Albania, nel Montenegro. Magari ogni anno in zone diverse secondo i flussi migratori. Lo avvertono e lui parte. i cuccioli che già conoscono la selvaggina, iniziano a perseguire la regina del bosco in alcuni casi insieme a compagni più vecchi di cui apprendono il modo di cacciare. Se il lavoro di coppia con un cane fatto toglie l'iniziativa al cucciolo, preferisce scioglierlo da solo. tanti frulli tante ferme e riporti o recuperi nei mesi dove si può sparare. Se il cucciolone quattrozampe ha doti venatorie con un simile addestramento, direi intensivo, cioè l'incontro di tanta selvaggina, diventa sicuramente un ottimo soggetto. Cristian ha molta considerazione per il collegamento e lo ritiene essenziale. La caccia è silenzio. Cerca di capire il carattere dell'allievo e si comporta di conseguenza. Cura " il senso del selvatico" dove lascia l'iniziativa ai soggetti migliori, i quali ripeto trovano da soli le buttate e le rimesse delle beccacce involate che danno meno emanazione e sono più sospettose. Cristian intelligentemente non sgrida i suoi allievi se fermano un fagiano o una lepre. Ritiene assurdo inibire il cane se ha incontri casuali su altra selvaggina da penna, solo su cinghiali pericolosi o caprioli che lo portano via, e non per questo. Certo è vantaggioso affidargli un cucciolone che dopo tre o quattro mesi di addestramento riporta e recupera e diventa un ottimo beccacciaio. purtroppo può anche accadere, che onestamente dica al proprietario: "e' un buon cane da caccia ma non un beccacciaio e non è colpa sua".

SE VUOI COMUNICARE CON CRISTIAN BRUNELLI PUOI CHIAMARLO AL NUMERO 338 2914280

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